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Aspettative basse: la soluzione per vivere bene

Buongiorno e buon lunedì, visto che pare l’argomento desti interesse, ho deciso di scrivere un altro articolo riguardante le aspettative e il loro stretto collegamento con la nostra felicità.

L’asticella alta è un problema

Il più classico esempio che mi viene da riportare è quello dell’ultimo dell’anno. La festa più attesa e preparata della nostra gioventù. Tutto sarà fantastico! Una bomba! Vedrai che spasso!
E poi? Dì la verità: quante delusioni.

E quante altre volte ti è capitato l’esatto contrario? Ovvero non organizzare o pensare a niente e ritrovarti a passare le serate più entusiasmanti? Certo, so che sono esempi giurassici e che oggi, l’ultimo dell’anno arriva a stento a mezzanotte dopo una copiosa cena a casa di amici.

Ma questo era solo un esempio, a mio avviso il più eclatante, per mettere in chiaro il quadro della situazione.

Ci sono occasioni ogni giorno per sperimentare questa cosa.

Il problema è proprio questo: le aspettative alte!

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Delusione assicurata

Le aspettative alte della riuscita di una serata, di una festa, di una persona, etc. ci proiettano verso un’idealizzazione iper-positiva (che per carità, nulla di male a pensar positivo, anzi), ma che a fatti accaduti, ci lascia in bocca quel gustino amaro quasi di sconfitta.

Avevo già riportato in questo articolo l’esempio del corridore, che ti invito a leggere (per non ripetermi).

Quando partiamo con un’idea, proiettata troppo in alto, anche magari rispetto alle nostre possibilità reali, la delusione è quasi assicurata.

Spesso il troppo entusiasmo ci frega, perché magari vorremmo strafare, ci aspettiamo tantissimo risultato da noi, o da un amico e poi….la delusione.

Delusione che abbiamo alimentato noi, avendo le aspettative talmente alte che quasi non le riesci a vedere.

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

La grande salita

Oggi cambio esempio, riportando forse il più classico di tutti: la salita in montagna.

Sei lì sul tuo bel divano comodissimo e qualche canale in tv, ti mostra immagini di verdi vallate interrotte solo da qualche conifera e poi su, le rocce, le vette più alte del mondo, e un paio di individui con le guance e la punta del naso arrossati dal freddo e felici dello spettacolo di cui godono.

L’indomani parti con la tredicesima in mano, e vai a comprarti tutto il kit da perfetto escursionista, perché oltre alla camminata con le scarpe da ginnastica e il marsupio, non hai mai fatto altro.

Attendi in trepidazione la domenica, che lentamente arriva. Hai deciso la destinazione, vedi che indica 7 km alla cima e pensi “beh, sette km li ho fatti anche il mese scorso con gli amici” e parti.

Sai che anche tu arriverai lassù, peccato che non ci sia una troupe televisiva a coronare il momento perché…perché…perché nemmeno a metà ti accorgi di essere senza fiato, con le gambe che fanno male e le vesciche sui piedi.

Allora sconfortato torni a testa bassa, magari innervosito, alla macchina, estremamente deluso da te stesso.

SE TI PIACE LA MONTAGNA

Foto di cocoparisienne da Pixabay

La soluzione

C’è una buona notizia però! C’è una soluzione!

Abbassa l’asticella, abbassa le aspettative!

Il segreto è sempre quello: non pretendere di arrivare subito a fare quei sette chilometri dove solo chi ha una dovuta preparazione, riesce ad arrivare.

Chiediti un po’ meno, datti degli obiettivi raggiungibili.

Conquista la tua vetta un passo alla volta.

Ci vorrà un po’ più di tempo forse, ma riuscirai e non ti sentirai frustrato , ma darai ad ogni tuo passo il valore che merita.

La fretta va a braccetto con le aspettative e le annesse delusioni.

Te lo dico perché io sono il primo ad esserci cascato spesso, e probabilmente ci ricascherò non appena finito questo articolo, quando mi aspetterò milioni di visualizzazioni, infinite mail di ringraziamento e tantissimi nuovi iscritti alla mailing list.

Troppo spesso, e sempre di più, cerchiamo il risultato immediato, senza avere la pazienza di arrivare con calma.

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Alla fine però anch’io, quando tornerò in me, saprò godere di ogni singola visita fatta a questo articolo. Sapere che anche solo poche persone avranno letto questo articolo, sarà la mia più grande soddisfazione.

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Foto di Tumisu da Pixabay

Conclusioni

Cosa farai allora per il tuo prossimo trekking? Esatto! Metti ugualmente gli scarponcini e vestiti come meriti, soddisfatto dei tuoi accessori da montagna, ma scegli un percorso più breve e più semplice.

Non ti ritroverai deluso per aver fatto una cosa qualsiasi, alla portata di tutti; al contrario ti ritroverai soddisfatto e felice di aver raggiunto la tua prima, non troppo piccola, vetta.

Continuando così, non darai cibo alla frustrante sottomissione alle aspettative, ma nutrirai ad ogni passo, la tua soddisfazione personale, che ad ogni vetta minore, crescerà, portandoti infine, a quella tanto ambita cima lassù.

Nemmeno te ne accorgerai, perché il tuo percorso sarà stato gioioso.

E lo sarà stato perché avrai dato ai tuoi obiettivi, le giuste aspettative.

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