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Black Friday – la giornata nera per chi?

Ho letto ovunque ” BLACK FRIDAY ” e sinceramente non avevo idea di che cosa si trattasse….ma visti i luoghi e i nomi che affiancavano questo slogan, qualche idea me la sono fatta…

Un minimo di curiosità e scopro che l’ennesima tradizione americana ce la siamo fatta nostra.

Dopo Halloween abbiamo conquistato anche il Venerdì NERO.

Ammetto di non essere un amante dello shopping, tanto meno di quello compulsivo.

Che la nuova ondata di affaristi abbia inizio.

Non starò certo qui a fare la morale su cosa e come spendere il proprio denaro.

La mia riflessione è un’ altra: il Black Friday, e tutti questi prezzi stracciati, per chi sono NERI veramente?

Fatalità proprio ieri ho visto questo  video su Facebook dalla pagina Gegen de Strom che ha risvegliato in me la necessita di scrivere queste righe.

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Dietro le quinte

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Operai cinesi durante la sabbiatura dei jeans

Se sei su un blog come questo, probabilmente sarai già una persona attenta a certe tematiche, o semplicemente ci sei finito/a per caso, magari incuriosito dal titolo.

Penso sempre di rivolgermi a persone attente e informate su certe questioni.

Per come la vedo io, i colossi non dovrebbero esistere in nessun ambito, i monopoli, o le false concorrenze che stanno alla base di questo capitalismo svergognato.

Consapevole che debellare un mostro del genere è pressoché impossibile, penso che chi la vede come me debba essere sempre più attento e sforzarsi sempre di più.

La scelta è un tema che ho già trattato in altri articoli ed è la base per contrastare questo andazzo.”

Sullo stesso argomento : La rivoluzione? Con piccone e bicicletta!

” People have the power “

canta la saggia rocker Patty Smith ed è verissimo.

Se le cose vanno in un senso o nell’altro, tanto dipende da noi, dalle nostre scelte.

E il potere decisionale dell’acquisto, in periodi come il nostro, è probabilmente il maggior potere che abbiamo.

Più di un voto referendario, ahimè.

Rinfreschiamoci un po’ le idee sull’acquisto eticamente corretto ( per lo meno secondo me ):

  • Comprare locale
  • Fare acquisti nelle piccole botteghe
  • Comprare ciò che serve realmente
  • Non diventiamo prodotti
  • Leggere le etichette
  • Farsi delle domande

Comprare locale

Cercare di acquistare prodotti delle nostre zone, può limitare ad esempio, l’impatto ambientale diminuendo i trasporti utili alla realizzazione di certi oggetti.

Fare acquisti nelle piccole botteghe

Portare i nostri soldi alle piccole attività, non solo fa effettivamente girare l’economia, quella reale, quella che quando il barista incassa i soldi della colazione, magari li spende dal bottegaio e via dicendo. Ma preserva anche la tradizione dei paesi.

Smorza un po’ quel monopolio delle vetrine dei soliti grandi marchi che stanno rendendo identici tutti i centri abitati.

Comprare ciò che serve realmente

Non farsi ammaestrare dai colori shock di tutti questi cartelloni o banner che regalano affari della vita è fondamentale per non cadere nella condizione del punto successivo.

Cadere in quei tranelli, serve a farci riempire le case e le vite di oggetti inutili e farci produrre cumuli di immondizia.

Alimentando così il circolo vizioso dei desideri acquistabili.

Non diventiamo prodotti

Segue da sopra.

Diventare delle prede così facili per il marketing globale ci sta semplicemente trasformando in prodotti di consumo.

Ci consumiamo volendo e comprando sempre di più, anche se non ci serve, perché è in offerta.

Leggere le etichette-Farsi delle domande

Estrazione del Coltan - Il Coltan è un minerale usato per produrre gli smartphone
Estrazione del Coltan – Il Coltan è un minerale usato per produrre gli smartphone

I due ultimi punti li ho voluti unire perché sono legatissimi tra loro.

Leggere l’etichetta non ci svelerà i grandi misteri complottistici del mondo, ma magari ci aiuta a porci appunto due domandine.

Ormai è noto più o meno a tutti che se certi indumenti arrivano da determinate zone del mondo e costano meno di quello che ci aspettiamo, probabilmente qualcosa non quadra.

Anche non sapendo certe cose, ci si può arrivare per intuito che una maglietta, con materiali decenti e stipendi umani per i lavoratori che l’hanno prodotta non può costare meno di 10 €.

Questo è fondamentale per ricordarsi che il low cost in realtà ha un costo altissimo per chi produce.

Riferendomi agli operai, non certo agli imprenditori.

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Giornate nere

Voglio chiamarlo così il Black Friday, il Venerdì Nero, un giorno Nero tanto come gli altri per chi vive piegato su una macchina da cucire, ad assemblare smartphone, organizzare magazzini etc.

Giornate nere, affari che crediamo di fare ( perché poi di affari non si tratta ) a spese di persone, ambienti sfruttatissimi.

L’unico che fa l’affare è sempre lui, non noi: il grande marchio, il colosso che ogni giorno rafforza le proprie radici nel cemento dei propri parcheggi illimitati in espansione ogni giorno.

Conclusioni

Non sto a sindacare su chi si è lanciato in questa giornata avventurosa, che sia commerciante o acquirente.

Ma mi ha fatto riflettere ancora di più su questo comportamento sociale dell’ acquisto inutile, forzato e compulsivo.

La mia speranza è che le coscienze si sveglino sempre di più, e che ci si renda conto che a volte risparmiare qualche euro per noi può essere un risparmio non necessario, e per altri che non conosciamo, può essere una condanna.

Una nostra scelta influisce molto sull’ andamento generale, sul pianeta e sulle vite degli altri, anche se ci hanno fatto credere che non è così, per farci rinunciare consapevolmente.

Decidere di comprare o meno determinate cose, può fare la differenza tra schiavo o lavoratore.

E siccome su StoNature la musica la fa da padrona e che le immagini arrivano prima delle parole, ti voglio lasciare questo videoclip, che è quello con cui io mi sono appassionato a questa band.

Se hai trovato interessante o utile questo articolo ne condividi il contenuto, aiutami a farlo girare, grazie.

2 Risposte a “Black Friday – la giornata nera per chi?”

  1. La penso esattamente come te, anche se in realtà non faccio testo, perché io non ho i soldi nemmeno per gli scontoni del BF 😀 però le mutande me le compro in merceria ahahaha Daje Malbo!!!!

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