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Canapa VS Ilva

Non si può certo dire che il periodo sia dei migliori purtroppo.

I notiziari e la carta stampata sono ormai un bollettino di guerra e di tragedie o scoop da paparazzi che abbattono forse più di tante altre notizie.

Esistono però anche buone notizie, e arrivano dal nostro paese.

O meglio, ne parlano altri, ma riguardano noi e ho deciso questa settimana di condividere questa bellissima notizia.

Ilva

Sappiamo bene o male tutti chi e che cosa è l’ Ilva.ilva1

Per riassumere in breve è il più grande impianto siderurgico d’ Europa e ha sede a Taranto.

Pensa che occupa un’ area circa cinque volte superiore alla città stessa, mica male vero?

Inaugurata nel ’65 e cresciuta a dismisura in pochissimi anni, produceva un terzo
dell’ acciaio italiano.

Questa espansione ha anche traformato una città che viveva di pastorizia in un grigio e triste scenario tra ciminiere fumanti e fornaci.

Un po’ di dati

La produzione dell’ impianto è gradualmente diminuita scendendo dai 9 milioni di tonnellate nel 2007 ai
4,7 milioni di tonnellate nel 2015.

386 i decessi attribuiti alle emissioni industriali nell’ arco di 13 anni di osservazione.

Piombo e diossine nelle urine e nel sangue degli abitanti limitrofi alla zona.

Tumori e malattie cardiache maggiori per chi abita nei pressi dell’ industria rispetto agli altri abitanti della città

Insomma i danni ambientali e di conseguenza alle persone non mancano di certo, ma non è nulla di nuovo o di sconvolgente purtroppo, di storie simili in Italia ne abbiamo sentite spesso.

Ultimo dato, ma non meno importante, nel 2008 quarantamila persone erano impiegate in questa azienda e produceva il 75% del pil della città.

Il problema è questo : si è voluta sacrificare consapevolmente questa parte del paese sempre e solo per motivi economici.

Tralasciamo tutto ciò che riguarda poi la politica e tutto ciò che entra nel merito di queste situazioni piuttosto vergognose perchè non è di quello che ti volevo parlare oggi.

Voglio focalizzarmi sui vicini di casa di questa azienda.

Gli animali

Non solo persone vivono vicino a questa aziendina, ma anche i nostri fratelli minori animali.

Purtroppo qui ne parlerò a livello di “merce” ( e non è proprio ciò che vedo io in un animale, ma magari ne parleremo in altri articoli, ora devo rimanere in linea con quello che vi sto riportando ).

Dico merce perchè dal 2012 ( da quando l’impianto è stato messo sotto sequestro ) un migliaio di aziende sono state costrette a chiudere ed abbattere tutti i loro capi di bestiame.

Animali contaminati con un cocktail di nickel, piombo e altre sostanze tossiche pericolosissime.

Qui si ragiona sul lato economico di queste aziende che si sono viste devastare il lavoro, ma io ci vedo soprattutto degli esseri privi di ogni colpa che sono stati ammazzati per causa e mano “ nostra “. Non solo avvelenati, ma anche ammazzati prematuramente sempre per colpa del profitto.

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Resistenza con la Canapa

A questo punto entra in gioco questa pianta sacra e finalmente le vere belle notizie ( come da premessa ).

Questi allevatori, alcuni per lo meno, hanno deciso di rimanere, resistere e difendere la propria terra con una canapasola arma : la Canapa.

Questa pianta veramente miracolosa ( forse proprio per questo bandita da troppi anni ) ha anche la capacità di assorbire e neutralizzare le sostanze tossiche dal terreno.

Pensa che fu nel 1986 che venne utilizzata per la prima volta come recupero ambientale, dopo il disastro di Chernobyl in Ucraina.

Pensa al contrasto del grigio dell’ acciaieria contrapposto al verde splendente delle vibrazioni positive della terra.

Per secoli è stata fondamentale per l’ economia del nostro paese; negli anni cinquanta l’Italia ne era il secondo produttore mondiale dopo l’ Unione Sovietica.

I semi italiani davano una delle fibre più resistenti in assoluto usata per creare indumenti.

Poi arrivò l’ industria, la fibra sintetica, la demonizzazione e la Canapa pian piano è scomparsa.

Un’ economia pulita soppiantata dall’ industira sintetica a favore del petrolio.

In tutto questo c’è lo zampino di CANAPUGLIA , una startup locale che si occupa proprio di questo e ti lascio il link per andare direttamente sul loro sito a vedere più nel profondo le loro attività.

Sono di supporto a questi nuovi coltivatori e diffondono, spiegano e informano anche nelle scuole, alla polizia locale e alla popolazione riguardo l’ utilizzo che vogliono fare della Canapa.

Conclusioni

La canapa si può coltivare purchè dal contadino venga dichiarata alla polizia e soprattutto che l’ uso fatto sia industriale e della varietà consentita, cioè con un basso contenuto di THC.

In soli 5 anni, la Puglia è passata da tre ettari di terreni a trecento, per la coltivazione della canapa attivando anche una nuova economia, più pulita perchè s’è già messo in piedi un impianto per la lavorazione industriale della Canapa dalla quale ne escono fibre per scarpe, vestiti e perfino mattoni.

I semi non possono essere utilizzati al momento, in quanto si utilizzerebbero per produrre farine, con il rischio che siano contaminati.

Per ora la Canapa sta solo facendo una gran pulizia, e le sue piante possono essere lavorate a livello tessile perchè non contengono tossine.

Il ritorno alle radici sta portando un futuro diverso ad una città che per troppi anni ha vissuto all’ ombra grigia dell’ industria che ci ammala.

Supportiamo quindi queste persone che si sono impegnate non nella fuga, ma nel riscattare la propria terra, risanandola e soprattutto, facciamo in modo che le buone notizie girino, perchè abbiamo bisogno di buone notizie, di positività.

E cosa, se non la Canapa, ci può dare un sacco di energia positiva?

Good news = Good Vibes

Che ne dici di contribuire condividendo questo articolo? GRAZIE 🙂

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