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Cani – L’educazione del cucciolo

UN RAPPORTO BASATO SULLA FIDUCIA

Un bel giorno decidiamo di prendere un cucciolo; un amore che nasce a prima vista, spesso. Pare che sia lui a sceglierci, e da quel momento inizia una storia bellissima, basata sulla fiducia reciproca.

Foto di Ilona Krijgsman da Pixabay

LE BASI DELL’EDUCAZIONE

Partiamo da un presupposto: educare un cane, non significa farne un robottino privo di volontà che esegua tutto quello che gli imponiamo, privandolo della propria personalità.
L’educazione del cane è prima di tutto educazione del proprietario.
Ebbene sì, siamo noi i primi che imparano qualcosa di nuovo quando ci rapportiamo al nostro nuovo amico. Perché il rispetto e la fiducia non sono mai a senso unico. Educarci ad educare un cane, significa migliorare la qualità del rapporto per entrambi. Non dobbiamo mai dimenticare che sono animali con delle volontà e degli istinti naturali, molto differenti dai nostri e talvolta mal interpretati, umanizzandoli troppo. Non si tratta così di viziarli, ma di mancare di rispetto alla loro natura.

COSTANZA E CHIAREZZA SONO IL SEGRETO

Per garantirci una grandiosa convivenza e la migliore delle avventure assieme al nostro amico Fido, dobbiamo essere sicuri della chiarezza nell’ insegnargli i “comandi”, essere costanti, e non meno importante, il tempismo.

Foto di Lenka Novotná da Pixabay

I primi mesi di vita sono i più importanti per improntare poi tutto quello che verrà. Attenzione a non confondere “educazione” e “addestramento”, che sono molto differenti. Il cucciolo va educato a fare i bisogni fuori, in orari che dovrà rispettare (come noi dovremo rispettare le sue necessità, anche in mancanza di voglia), va educato a rispettare i posti di ognuno, delle zone di privacy (anche qui la cosa è reciproca) e tante altre piccole regolette di buona convivenza.

Se non vogliamo che il nostro nuovo amico salga sul letto, ad esempio, dovremo essere costanti e coerenti, perché lui imparerà una cosa, solo se sarà chiara. Se una volta gli concederemo di salire, lui non capirà se quello spazio gli sia concesso o meno.
La chiarezza del comando è fondamentale: “qui” non è “vieni” o “qua”, il cane non parla la nostra lingua, e di conseguenza non conosce i sinonimi delle parole; il cucciolo associa suoni, tono e postura del corpo, ad un eventuale movimento da compiere, quindi una volta scelta una parola associata ad una richiesta, dovrà essere l’unica che useremo, in modo da non creargli confusione.
Ultima ed assolutamente non meno importante: la pazienza, come tutti gli esseri che stanno crescendo, ogni tanto ci farà dannare, ma non dovremo perdere la calma, la punizione non lo aiuterà a migliorare. Ricorda che più il cucciolo si fiderà di te, più lascerà che sia tu a decidere anche per lui, vivendo così più serenamente, sapendo che a lui, penserai tu.

AD OGNUNO LA PROPRIA GUIDA

Ecco perché è importante affidarsi ad un professionista del rapporto e del dialogo uomo – cane;
perché meno incorreremo in errori, prima il nostro amico a quattro zampe, ci farà beneficiare della fiducia e dell’ amore che ci donerà, per il resto della sua vita. E tutto questo sarà impagabile.

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