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La rivoluzione? Con piccone e bicicletta!

La rivoluzione, questa parola tanto amata, temuta e spesso svenduta.

Spesso vista con nostalgia, altrettanto spesso uscita da labbra indegne.

Ma che cos’è la rivoluzione, nel 2016?

Avrai sicuramente partecipato anche tu a qualche rivoluzioncina social negli ultimi anni.

Perchè volere o no, ci si ritrova dentro per forza a queste cose.

Secondo me però ha cambiato un po’ le modalità negli ultimi anni, anche nella sua accezione più nobile.

Tralasciando paesi o situazioni che richiedono ancora quella classica, in strada, in piazza.

Il significato

Voglio partire dal significato sul vocabolario:

Rivoluzione : rivolgimento violento dell’ ordine politico-sociale vigente.

Trasformazione rapida e radicale di un sistema.

Profondo, radicale rinnovamento

Mi fermo a queste tre spiegazioni del termine, in particolare sulla terza.

Il ’68 è sempre più distante da noi sia come data, che come idea e stile di vita.

Dobbiamo farcene una ragione.

pensiamo e viviamo in maniera diversa

Purtroppo molto spesso più assopiti e addormentati.

Tuttavia se senti ancora un irrefrenabile desiderio di cambiare le cose, lo puoi fare.

Che tu sia nato nel ’60 o nel ’95.

Hai letto : Canapa VS Ilva ?

Il cambiamento

La GENTE siamo noi
La GENTE siamo noi

Dal mio modesto punto di vista, la rivoluzione più efficace è quella quotidiana.

Quella che puoi portare avanti ogni giorno con delle piccole scelte.

La democrazia, la politica, per quanto riguarda il popolo, la gente, è questo: scegliere.

Sono sempre stato un sostenitore di cortei e manifestazioni di piazza, ho anche partecipato.

Mi sto rendendo sempre più conto però, forse per come lo facciamo noi, che non basta.

Diventa solo la punta dell’ iceberg, il portare alla luce di molti un argomento, ma per cambiare realmente le cose, l’ azione è ben altra.

Penso che per trovare un profondo e radicale rinnovamento, la rivoluzione più grande vada fatta nelle proprie abitudini.

Andare controcorrente non è assolutamente una passeggiata quando si è coerenti in quello che si crede.

Ma si può fare!

A costo di passar per matti!

Il primo passo da fare è

rivedere i propri atteggiamenti

scovare quelli che si conformano a uno stile di vita che non stimiamo, e cambiare.

Ecco che qui comincia il percorso della propria, piccola (?) rivoluzione.

“Contro” o “a favore”

Momenti di rivoluzione in corso
Momenti di rivoluzione in corso

Sono due binari paralleli.

Cambiare, rinnovare vuol dire si essere contro un qualcosa che non ci va, ma collateralmente essere a favore di un’ alternativa.

Se no si cade nel disfattismo e nella lamentela sterile.

Un esempio pratico:

Se sei contro l’iper-utilizzo delle auto, l’ inquinamento, la psicosi da colonna, etc. dovresti essere a favore di:

  • Utilizzo dei mezzi pubblici
  • Usare la bicicletta
  • Andare a piedi
  • Evitare certi luoghi di affollamento domenicale

e molto altro.

Era solo per farti capire che non basta essere contro qualcosa, o consapevoli, ma bisogna anche agire prima di guardare con nostalgia ai tempi in cui le cose si cercava di cambiarle.

Si possono ancora cambiare!

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Piccone e biciclettaorto1

Tornando al titolo prendo d’esempio la mia esperienza personale.

Usare il più possibile la bicicletta quando non necessaria l’automobile, penso sia uno dei gesti più rivoluzionari del momento.

In un’ epoca in cui le mamme faticano a passeggiare coi propri figli per portarli a scuola armandosi di SUV per girare nel raggio dei 5 km di paese in cui vivono.

A portata con i miei impegni, ho fatto giornate ad andare a lavoro in bici ( lavorando a 20 km da casa ), in Luglio e pensa un po’, ho scoperto che si può fare!

Ovviamente non sempre, pure io non riesco ogni giorno, ma quando possibile, lo faccio.

Un abbonamento ai mezzi pubblici, rallenta di un’ ora in totale, la velocità dei miei programmi, facendomi però risparmiare su carburante, usura della macchina, rischio incidenti e soprattutto sullo stress di guidare in città.

Il piccone fa riferimento alla fresca esperienza in un orto collettivo e comunitario.

Dove si lavora un pezzo di terra, coltivato a orto, assieme ad altre persone.

Quando coltivo dei vegetali che hanno uno scopo ( ne parlerò in un articolo dedicato prossimamente ) che va oltre la produttività, vanno verso la gratuità, il legame col cibo che ci nutre, il legame con la terra, mi sento benissimo.

Non è solo una questione economica e non è nemmeno comodo, ma fa stare bene; ovviamente se entri nell’ottica giusta, ovvero non sentirlo come una fatica, ma una nuova via da esplorare.

Quando le mani sono umide nella terra e respiro quei profumi che solo se hai mai provato, sai di cosa parlo, ecco, è lì che mi sento un rivoluzionario.

Per me stesso prima di tutto, come esempio per altri e una piccola goccia nell’oceano della società che vorrei diversa.

Leggi anche: L’ importanza della parola

Conclusioni

Per essere parte di una rivoluzione, devi essere un individuo, un cittadino, attivo.

Attivo con la mente, agire ogni giorno per far parte di quel processo di cambiamento che lentamente stai facendo avvenire anche tu.

Anche la non-azione è una scelta e comporta uno spostamento verso una direzione, che non è quella che ci piace, giusto?

Allora armati di autocritica, di buona volontà, di coraggio e soprattutto tanta pazienza non tanto per le scelte che farai, ma con le persone che ti derideranno per quello che farai.

Pensi che nessuno mi abbia riso in faccia quando mi hanno visto a 16 km da casa a Luglio, che andavo a lavoro pedalando?

Prendi quelle risate e stampati un sorriso in faccia, perché nel momento in cui li stai facendo ridere, stai rivoluzionando qualcosa. Ne è la prova.

E gli altri bambini ti prenderanno per il culo per il semplice fatto che non stai in fila con loro

99 Posse – La scelta

Tu in che modo senti di far parte di un cambiamento? Lascia un commento dicendomi quello che pensi in accordo o meno con quello che ho scritto. Oppure condividi l’articolo se l’ hai trovato interessante o se sei semplicemente d’accordo. GRAZIE

2 Risposte a “La rivoluzione? Con piccone e bicicletta!”

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