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L’inquinamento dei mari

Parliamo di inquinamento dei mari, e ne approfitto oggi, in occasione della giornata mondiale degli oceani. L’acqua è indubbiamente il bene più prezioso che abbiamo, purtroppo però, la grande massa idrica del Pianeta, è sempre più vittima del nostro abuso di materie plastiche trasformando così gli oceani, in oceani di plastica.

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stonature giornata mondiale oceani
Foto di M. Maggs da Pixabay

Immagini raccapriccianti

Abbiamo visto tutti le immagini di tartarughe marine che nuotano tra buste della spesa, sacchetti di plastica che si muovono allo stesso ritmo delle meduse, uccelli con gli stomaci pieni di tappi e residui plastici della pesca, come lenze e reti, o ancora, un’altra tartaruga col carapace segnato dalla crescita all’interno di un porta lattine, di plastica.

Questo materiale che fu visto come rivoluzionario per le sue caratteristiche, ora è un problema serio. Forse una rivoluzione, molto negativa, l’ha fatta davvero, creando delle vere e proprie isole di plastica.

Che poi, non è nemmeno corretto incolpare la plastica; è l’uso che se ne fa che crea il problema.

Non dimentichiamo le microplastiche, che stazionano nelle bottiglie o che escono dai rubinetti, rilasciate dai vestiti sintetici in lavatrice.

Insomma, un vero e proprio disastro.

Una lettura sulla PLASTICA

Cattive abitudini

Le immagini descritte poco sopra non sono altro che il risultato di un’infinità di cattive abitudini che aumentano l’inquinamento dei mari.

Un altro problema, non meno impattante, è quello dei mozziconi di sigaretta. Lanciati egregiamente ovunque. Dalla mira infallibile nei tombini, ai marciapiedi, ai prati. I mozziconi sono ovunque.

Sembra impossibile che nel 2020 non sia ancora chiaro il danno provocato da questi gesti.

A me piace portare esempi, perché credo sia un buon modo per far comprendere le cose, quindi:

In Italia pare che i fumatori siano poco meno di 10 milioni. Ipotizziamo che la metà di loro (non mi è dato saperlo) gettino a terra le sigarette, abbiamo 5 milioni di persone con questa abitudine. Di questi, immaginiamo una media (visione molto positiva) di 10 sigarette al giorno. A essere positivi, ci ritroviamo con 50 milioni di mozziconi gettati a terra ogni singolo giorno, in Italia.

Un mozzicone impiega dai 5 ai 12 anni per decomporsi, non di certo rilasciando sostanza organica buona.

Quello delle cicche è uno dei tanti problemi, che si va a sommare, a sacchetti, tappi, confezioni, guanti e via col lungo elenco.

Queste sono solo le cose più esplicite, che ci saltano agli occhi.

Poi c’è tutto ciò che non riusciamo a vedere, come i fondali di fiumi, mari e oceani, o come le microplastiche.

L’inquinamento dei mari è un importantissimo problema: nei mari vivono pesci e mammiferi che si cibano in quelle acque e che purtroppo ingurgitano quantità notevoli di materie plastiche.

Uno degli aspetti curiosi è quello che, il pesce c’è chi lo mangia, non sono in pochi, anche perché è sano e fa bene. Però non ci si preoccupa del fatto che quei pesci, quelli del “pescati nelle cristalline acque del mare tal dei tali”  si cibino dei nostri rifiuti praticamente.

Qui invece parlo di BUONE ABITUDINI

stonature giornata mondiale oceani
Foto di Sergei Tokmakov, Esq. da Pixabay

Cosa fare in pratica

Ora che abbiamo rinfrescato alla nostra mente la situazione, vediamo in che modo possiamo impegnarci nel ridurre nel nostro piccolo, l’inquinamento dei mari:

  • Smettere di fumare
  • Non gettare a terra o nei tombini i mozziconi
  • Non abbandonare bottigliette o sacchetti in giro
  • Stare attenti che non ci volino via i nostri oggetti
  • Differenziare
  • Riutilizzare
  • Limitare l’usa e getta
  • Utilizzare vestiti di fibre naturali

Smettere di fumare

Per te, per chi ti sta attorno, per la tua famiglia e i tuoi amici, per chi viene sfruttato dalle grandi aziende produttrici di tabacco. Questo può sembrarti fuori tema, ma credimi, fumare non ha alcun vantaggio, beneficio, o piacere (lo dico da ex fumatore).

Non gettare a terra o nei tombini i mozziconi

Come detto sopra, se proprio si deve fumare, impariamo a non lanciare i mozziconi in giro come se fossero noccioli di frutta. I tombini non sono dei buchi neri in cui tutto sparisce e viene inghiottito. I tombini sono l’accesso ai fiumi e ai mari.

In pratica: portati via sempre un sacchetto di quelli a chiusura ermetica, nel quale puoi buttare i mozziconi in assenza di bidoni. Non inquinerai il mondo e le tue tasche non puzzeranno.

Non abbandonare bottigliette o sacchetti in giro

Questa mi sembra così banale da scrivere, eppure non deve esserlo se il mare pullula di meduse di plastica. A questo punto non saprei cos’altro aggiungere, è talmente scontato…

L’unica cosa che mi sento di dire è almeno di buttarli in un cestino generico. La differenziata è necessaria, ma piuttosto che abbandonare in strada o nella Natura i rifiuti, meglio almeno convogliarli in un recipiente apposito: è il minore tra i due mali.

Stare attenti che non ci volino via i nostri oggetti

Purtroppo, spesso è anche la nostra disattenzione a far sì che aumenti l’inquinamento dei mari. Il classico panino mangiato su un pontile, si appoggia il tovagliolo a fianco, arriva una folata di vento e via che in un baleno galleggia sull’acqua e lentamente affonda. O il sacchetto di plastica, o la bottiglietta vuota.

Cerchiamo di ricordarci sempre che all’aperto esiste il vento, che può farci volare via le cose, anche se siamo attenti all’ambiente, non ci risparmia.

stonature giornata mondiale oceani
Foto di pladkani da Pixabay

Differenziare

In tutti gli ambiti, differenziare è importante. Basta con la scusa del “tanto poi mischiano tutto”. Non sta in piedi. A chi sostiene queste teorie, chiedete se ha mai passato una giornata in discarica, e poi una nei luoghi di destinazione degli appositi rifiuti. Non credo.

Riutilizzare

Questo è ancora più importante della differenziazione dei rifiuti. Perché? Il motivo è semplice: riutilizzando, non si creano rifiuti. Questi si creano nel momento in cui un oggetto diventa inutile.

Seppure la plastica sia un cancro, paradossalmente a volte è quasi meglio un vecchio oggetto di plastica dura e resistente, ma che magari ci si porta dietro da decenni. Vedi le borse riutilizzabili della spesa.

Limitare l’usa e getta

Vedi punto precedente. L’inquinamento dei mari è fortemente influenzato dall’usa e getta. Attenzione che con questo termine non si intende solo guanti o simili. Usa e getta sono anche tutte le bottigliette di plastica da cui ci abbeveriamo, tutti i sacchettini di plastica che usiamo una volta e buttiamo, vasche e vaschette di formaggi, yogurt e altri prodotti. Tutto quello che non viene utilizzato almeno due o tre volte è monouso, quindi si usa e si getta.

In pratica: per i picnic portarsi via i contenitori da casa, usare borracce e/o bottiglie in vetro. Prediligere prodotti in confezioni più sostenibili come yogurt o latte in vetro.

Utilizzare vestiti in fibre naturali

E qui si apre un mondo. Ho citato all’inizio dell’articolo, le microplastiche: eccoci al loro ingresso in scena. Queste derivano per la maggior parte, dai nostri vestiti. Ne perdiamo in Natura, con lo sfregamento ad esempio dei pantaloni tecnici, fatti in tessuti sintetici; ne perdiamo ad ogni lavaggio in lavatrice. Fa’una prova e vai a vedere le etichette di quello che indossi, dalle mutande alle felpe, vedrai quanti materiali sintetici ci portiamo addosso.

Le microplastiche sono particelle così piccole da non venire trattenute dai filtri delle lavatrici e dove vanno? Dritte negli scarichi, e non ce ne accorgiamo, perché non le possiamo vedere, ma questo non significa che non esistano, anzi, sono forse tra le più dannose proprio per questa loro caratteristica.

In pratica: preferire abbigliamento in fibre e tessuti naturali o utilizzare delle sacche apposite da mettere in lavatrice che trattengono i residui persi nei lavaggi.

Un altro libro da leggere sull’argomento è QUESTO

Conclusioni

L’inquinamento dei mari, quello raccontato dalle foto che ci fanno rabbrividire, dipende anche da noi. Perlomeno per quanto riguarda gli aspetti di cui ho parlato in questo articolo.

I danni e i risultati, sono spesso frutto di tante piccole abitudini cattive.

Cominciamo subito a invertire la rotta, perché è sempre più necessario essere decisi e rapidi nel cambio di direzione.

Oggi quindi festeggiamo le acque del globo con la giornata mondiale degli oceani, ma domani non dimentichiamocene.

RISPETTA LA VITA, RISPETTA LA NATURA

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Fonti

http://www.salute.gov.it/portale/news/p3_2_1_1_1.jsp?lingua=italiano&menu=notizie&p=dalministero&id=4812#:~:text=In%20occasione%20della%20Giornata%20mondiale,poco%20meno%20di%2010%20milioni.

https://www.isprambiente.gov.it/it/evidenza/giornata-mondiale-degli-oceani/giornata-mondiale-degli-oceani#:~:text=La%20Giornata%20Mondiale%20degli%20Oceani%20si%20celebra%20l’8%20giugno,ogni%20individuo%20e%20sulla%20collettivit%C3%A0

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