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Sea Shepherd – i “pirati” che vogliamo

Sono le 10:30 del mattino e sto leggendo un volantino della Sea Shepherd Conservation Society.
Un volantino che mi descrive il più grosso dei mari,
quell’infinità di blu che circonda le terre in cui viviamo, la cui profondità rimane misteriosa e spaventosa.
Quella superficie blu che tanto ci attrae quanto ci spaventa, dove si fanno viaggi, crociere, dove si sfidano le onde più a riva, dove si tracciano scie bianche per raggiungere la prossima terra ferma.
Ma non è di questo che parla il volantino che tengo in mano; parla si, anche di una flotta navale, ma principalmente si riferisce a chi ci nasce in queste acque e ci vive, nella, non più totale, serenità.
No mio caro lettore, perchè questi abitanti degli oceani, purtroppo sono ogni giorno minacciati dal nostro genere.

La flotta di cui annunciavo sopra è la flotta capitanata da Paul Watson e si chiama
Sea Shepherd Conservation Society” ( SSCS )
Il nostro capitano, assieme ai tantissimi volontari sia di terra che in mare aperto, si batte ogni giorno, se non altro per il rispetto delle leggi dei mari per quanto riguarda la salvaguardia e la conservazione del popolo delle acque più voluminose del nostro pianeta.
In quelle acque ci vivono squali, balene, foche, otarie e una miriade di altre specie animali marini.
Non voglio ora stare ad indottrinarti sul come la penso e quanto io possa ammirare le azioni di questa squadra, ma voglio condividere con te alcune delle cose che ogni giorno, a nostra insaputa, succedono e contrastano, rischiando veramente tanto, in mezzo a quelle acque tormentate.
Ti riporto il tema degli squali, che è solo uno dei tanti di cui si occupano queste persone.

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Gli squali, questi temuti predatori

Lo squalo è da sempre visto come una minaccia pericolosissima per l’uomo e i vari film e reality del momento ci mostrano un sacco di eroi e cacciatori di questi animali, che a loro volta, non partecipando alla nostra divulgazione mediatica, non possono comunicarci quanto loro, temano noi.
Pensa che in un anno gli uomini ne uccidono all’ incirca 100 milioni – dai palamiti, da pescatori “sportivi”, o attraverso una pratica barbarica, meglio nota come shark-finning, ‘caccia alle pinne degli squali: agli squali vengono amputate le pinne mentre sono ancora vivi per poi essere rigettati in mare, storpiati e impotenti finendo sui fondali per morire in modo straziante.
Non è “simpatico” pensare che siamo noi ad averli mitizzati come “ mangiatori di uomini-spietate macchine assassine”? Io lo trovo un po’ paradossale.
E sai cosa ne fanno?

-con le pinne, insipide minestre
-con i denti, dei gioielli
-con le mascelle, dei souvenir per turisti
-con la pelle, borse e portafogli
-con la cartilagine, farmaci
-con l’olio del fegato, cosmetici e prodotti per la pelle.

La grande famiglia degli squali nel mondo, si è ridotta del 90% e si stanno riducendo molto più velocemente di quanto si possano riprodurre e come tutti gli esseri viventi hanno un ruolo molto importante per la stabilità dell’ ecosistema, marino.

Sea Shepherd in che modo combatte per salvaguardarli?

– arrestando e confiscando le migliaia di pinne di squalo ottenute illegalmente
– eliminando i palamiti con ami da pesca stesi per migliaia di miglia liberando gli animali impigliati
-collaborando con la polizia dell’ Equador per formare un’ unità cinofila adibita alla ricerca di pinne
-sviluppando un network per favorire la confisca delle pinne di squalo dalle aree protette
-educando la gente attraverso materiale informativo
-mantenendo una presenza assidua nella riserva marina dele Galapagos per difenderla dai bracconieri
-tornando nel 2012 nel pacifico del sud per difendere gli squali con la campagna
“Operation Requiem”

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La “Steve Irwin” in azione

Cosa possiamo fare noi?

– Fare una donazione in denaro per supportare le campagne di Sea Shepherd
– Non consumare prodotti derivati dagli squali
– Opporci direttamente a ristoranti e negozi che vendono prodotti fatti con parti di squalo chiedendo di smettere
– Informare altri sulla triste condizione degli squali e della loro importanza nell’ ecosistema.
– Consigliare a tutti di guardare “Sharkwater”, un documentario sugli squali.

Qui mi sono soffermato solo sul discorso riguardante gli squali perchè fisicamente in mano ho la brochure di questa campagna, ma andando sul sito www.seashepherd.it potrai trovare tutte le informazioni che vorrai acquisire riguardo le altre campagne attive, che sono:

– Delfini
– Galapagos
– Gulf Rescue
– Blue Rage 2011
– Foche
– Squali
– Balene

Oppure quando trovi un banchetto informativo a qualche festival, concerto, fiera, etc. , puoi farti due chiacchiere coi volontari che sono disponibilissimi ad esporci tutte le loro attività e soprattutto un sacco di interessanti aneddoti!

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Conclusioni

Se non eri a conoscenza di queste situazioni, spero che questo articolo ti sia stato di aiuto per acquisire delle nuove informazioni e spero altresì che abbia smosso in te qualcosa, e se ne eri già a conoscenza e magari condividi e supporti questa organizzazione,
allora ‘qua la mano!’

Altra piccola curiosità : quando attraccano in qualche porto a noi comodo, abbiamo anche la possibilità ( non so se lo facciano sempre ) di poter visitare le loro navi.
Giusto questo fine settimana, la “Sam Simon” è visitabile nel porto di La Spezia.
Quindi, se le attività dei nostri “ecopirati” ti incuriosiscono, visita il loro sito e/o la pagina Facebook Sea Shepherd Italia che rimane sempre ben aggiornata e perchè no,
nessuno ti vieta di supportarli anche attivamente.

Guarda il video su facebook

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