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Vita contadina: Attilio Romagnoli

Buongiorno Stonata/o! (Non riesco ancora a usare l’*, mi spiace)
Oggi ho deciso di proporti due chiacchiere con un amico, un Contadino con la maiuscolissima. Già, perché non tutta la frutta e la verdura che si trovano sulle tavole delle varie case sono dello stesso genere.

Ci sono immense differenze sia tra i prodotti, sia tra i metodi di coltivazione, ma soprattutto, la maggiore differenza sta nelle mani e nella testa di chi la terra, la cura.

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Ora che ti sei iscritta/o alla newsletter (perché so che lo hai fatto, vero?) ti lascio alla chiacchierata con Attilio Romagnoli, che nella vita, fa il Contadino… per vocazione.

Qual è la tua mansione principale? Di che genere di agricoltura ti occupi?

Non direi che ho delle mansioni particolari, non sono sotto padrone. O meglio, chi pratica come noi
l’agricoltura contadina agroecologica risponde a Madre Natura e ai suoi ritmi. Essere contadino non è un
lavoro ma uno stile di vita: non si timbra il cartellino ma si lavora più o meno intensamente a seconda
delle stagioni, dal campo alla tavola trasformando i prodotti per la famiglia e per il mercato, e quando non
si lavora si studia per migliorarsi e per trasmettere il sapere, perché non si finisce mai d’imparare.

Questo benedetto bio esiste o non esiste?

Innanzitutto esiste un metodo biologico fatto da un insieme di buone pratiche agricole e di contadini
pensanti: esiste l’agroecologia come modello che regola processi biologici, ecosistemici e sociali.
Esistono le certificazioni che spesso scoraggiano i piccoli contadini per il carico burocratico e i costi
insostenibili per chi va al mercato a vendere direttamente quel poco che produce: perché anche il
biologico segue la legge dei grandi numeri, stessi oneri a chi ha tanto e chi ha poco. Certificazioni che
sono comunque l’unica garanzia se i prodotti si trovano sugli scaffali del supermercato. A meno che non si
conosca molto bene il contadino di prossimità instaurando un rapporto di fiducia dove il “consumatore”
diventa un co-produttore…ma attenzione a non chiamarlo “Bio”.
Esiste anche il biologico industriale che si comporta né più né meno come l’agricoltura convenzionale,
sostituendo i contadini con macchine e tecnologie, produzioni delocalizzate e consumi di energia per
trasporto refrigerazione e imballaggi che hanno poco a che vedere con l’ecologia e la sostenibilità, ma
molto col capitalismo verde e la ricerca di profitto.

LEGGI ANCHE SPESA SOSTENIBILE: COME ESSERE PIù LEGGERI SUL PIANETA

Secondo te quali sono i valori, il ruolo o quale dovrebbe essere la missione di un agricoltore?

I valori sono quelli di produrre cibo sano nel rispetto della terra e degli ecosistemi. Ma non si possono
scaricare tutte le colpe e gli oneri di una crisi climatica sugli agricoltori, perciò ci vogliono politiche
pubbliche che riconoscano il ruolo dell’agricoltura contadina agroecologica come presidio territoriale:
eppure in soli 10 anni, dopo 60 anni di sussidi della PAC (politica agricola comunitaria) il 25% delle
aziende agricole sono andate perdute, il che equivale a 4 milioni di fattorie in Europa chiuse: ecco non c’è
buon cibo senza i contadini, non c’è futuro.

Industria e cementificazione VS agricoltura intensiva: due facce della stessa medaglia?

Prima nominando il Capitalismo Verde pensavo alle nuove periferie di villette “Ecoclima” sulle colline
gardesane buone solo a passarci il fine settimana. Non illudiamoci che avere un posto al sole risolva la
crisi climatica che è diventata crisi pandemica, poiché studi dimostrano come le zone ad alto tasso di
urbanizzazione, come le vaste aree rurali dove insistono allevamenti iperintensivi e filiere agroindustriali
(le eccellenze per l’export), siano state più duramente colpite in termini di perdita di vite umane.

A PROPOSITO DI CLIMA LEGGI QUESTI MIEI CONSIGLI PER IL BENE DEL PIANETA

Fatiche e soddisfazioni del tuo lavoro/scelta di vita?

La fatica fa parte del gioco, ma le soddisfazioni arrivano come una pioggia d’agosto a dissetare la terra.
Ho sempre voluto fare questa vita ed oggi sostengo chi è sinceramente orientato a fare lo stesso. Perché
nonostante le difficoltà, talvolta i giorni hanno il sapore di una vita ben spesa.

Conclusioni

Insomma non è tutto bio ciò che luccica o è green.

Spero che l’intervista sia stata di tuo gradimento, se ti va di lasciarmi un riscontro, scrivi un commento qui sotto.

E ancora una volta viene a galla l’amore incondizionato per la Terra come unica soluzione e unica via realmente importante da seguire.

CONDIVIDI L’ARTICOLO E DIFFONDI L’AMORE PER IL PIANETA. GRAZIE 🙂

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