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Natura: quanto la amiamo?

Oggi risollevo, ahimè, il problema del segno del passaggio umano in mezzo alla Natura (apparentemente) incontaminata.

Rovinare tanta bellezza nella Natura

Ci vuole una certa dose di impegno per raggiungere certi luoghi immersi nella Natura più selvaggia, per arrivare a determinate quote.

Ci vuole altrettanto (forse di più) menefreghismo o disprezzo, per imbrattare e sporcare coi residui del nostro passaggio.

Purtroppo ancora una volta, una bellissima camminata tra il verde dei faggi e degli abeti, poco sopra i mille metri, si rivela scenario di maleducazione e disinteresse nei confronti dei begli ambienti visitati da dei fantomatici amanti della Natura.

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La lentezza aiuta

Ogni volta che ci si sposta a piedi, in ogni luogo si vada, si ha la velocità giusta per potersi guardare attorno e rendersi conto di quante tracce lasciamo noi esseri umani.

Gli stessi esseri che si arrogano il diritto di elevarsi a regolatori dei vari ecosistemi e che, attrezzati di fucili, vagano tra la vegetazione, per donare quell’equilibrio perso dalla Natura stessa.

Eppure, più mi guardo attorno, più mi sembra che dovremmo essere gli ultimi a sentirci tanto elevati e puri per mettere mano a questi delicati equilibri.

Noi che inquiniamo con le auto, con le industrie, coi rifiuti e tanto altro, siamo gli stessi che decidono “questo va bene e quest’altro no” 

Il paradosso nella Natura

La cosa più paradossale che noto è che, queste persone altamente inquinanti, arrivano nel bel mezzo della Natura, di cui godono e in cui sicuramente si fotograferanno e di cui si faranno vanto l’indomani a lavoro e che la usano come un bidone dell’immondizia.

Guardandosi attorno nell’ammirare tanta bellezza, non si può non notare quel pezzetto di plastica colorata, quel bossolo di fucile giallo, tra le foglie secche dell’inverno, il verde accecante di quella lattina di birra che luccica giù, a pochi metri dal sentiero, nel sottobosco.

SULLO STESSO ARGOMENTO : QUANDO SI AMA LA NATURA

Non tutti siamo il male

Fortuna vuole che non tutti siamo adatti a quel ruolo di esseri parassiti ed infestanti, e che sono accerchiato da persone ottime che, attrezzate di un sacchetto e forza di volontà hanno cominciato a raccogliere quello che si poteva portare a destinazione più adatta.

Come vedrai nella foto, abbiamo riempito il sacchetto (purtroppo l’unico che avevamo) e non ci abbiamo messo molto tempo.

Tra i vari reperti, abbiamo trovato anche una bottiglia di vetro di una nota bibita, che avrà avuto almeno trent’anni.

Quindi non solo era lì da moltissimo tempo, ancora in perfetto stato di salute, senza il minimo segno di decomposizione (scritte comprese), ma nessuna delle persone che se la sono trovata sul tragitto in tutti questi anni si è presa la briga di portarla via da quei prati.

Fazzoletti a non finire (immagino i vari “tanto è carta ed è biodegradabile”), cartine di caramelle, sacchetti della spesa divelti, confezioni di integratori per sportivi, lattine di birra, lattine di bibite ed energizzanti sono solo alcuni tra i molteplici tipi di rifiuto che si possono trovare lungo una normalissima escursione in montagna.

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Compito nostro

Se sei arrivato fin qui nella lettura, sei pronto per sentirti dire ancora una volta che è compito nostro rimediare ai danni provocati dai nostri simili.

Lo so, è fastidioso e fa anche abbastanza schifo raccogliere la sporcizia altrui, ma indignarsi non è abbastanza.

Tornare a casa dicendo “che schifo, che incivili” o cose simili, non pulirà quello schifo e siccome sono nostri simili ad averlo fatto, è giusto che chi sente davvero AMORE per la Terra, si impegni a salvarla, perché è di questo che si tratta.

natura
Ecco qui il nostro bottino. Il tocco umano nella Natura che fu incontaminata
Foto di Danny Rambaldo

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Conclusioni

Ricordati quindi, quando parti per andare a fare qualche camminata, se puoi, di portare con te guanti, sacchetti e pinze per alleggerire il nostro impatto ed aiutare il Pianeta a respirare.

Lo so, siamo solo goccioline, ma non è forse fatto di gocce il mare? Quindi uno qua e uno là, possiamo contribuire ad alleggerire questa povera Terra che ogni giorno ci subisce.

Oggi più che mai la risposta deve essere forte, perché abbiamo superato l’asticella già da un bel pezzo.

Per la Natura, per gli animali che la popolano e per noi

Soprattutto, lo dobbiamo a chi la abiterà dopo di noi, per questo è importante insegnare ai bambini come comportarsi, in modo che il futuro sia più verde…per tutti!

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